L’Agenzia delle Entrate ha approvato i nuovi modelli di comunicazione necessari per accedere al credito d’imposta sugli investimenti effettuati nella ZES unica Mezzogiorno e nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS). Il meccanismo, articolato in due adempimenti distinti e obbligatori per ciascun anno dal 2026 al 2028, impone una rigorosa pianificazione, pena la perdita del beneficio.
1. Premessa
Con i Provvedimenti n. 3882 e n. 3873 del 30 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha dato attuazione alla proroga del credito d’imposta per gli investimenti nelle ZES e nelle ZLS, introdotta dall’articolo 1, commi da 438 a 447 della Legge 30 dicembre 2025 n. 199 (c.d. “Legge di Bilancio 2026”). I modelli approvati disciplinano i termini e le modalità di compilazione delle comunicazioni da presentare per poter beneficiare di questi incentivi che sono riconosciuti per gli investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive situate nei territori agevolati nel triennio 2026–2028.
Si ricorda che il credito ZES unica è rivolto alle imprese che effettuano investimenti in strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e, in via residuale, nelle aree delle Marche, Umbria e Abruzzo ammesse agli aiuti del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.
Ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta ZES, le spese devono riguardare l’acquisto di beni strumentali nuovi (quali macchinari, impianti e attrezzature varie) da destinare a strutture produttive già esistenti o di nuova realizzazione situate nel perimetro territoriale della ZES unica.
Sono altresì ammissibili (nei limiti del 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato) le spese relative all’acquisto di terreni e di immobili strumentali all’attività produttiva. È espressamente esclusa la possibilità di agevolare investimenti di importo inferiore a 200.000 euro (soglia minima richiesta per accedere al beneficio).
Analogamente, il credito ZLS è applicabile agli investimenti effettuati nelle Zone Logistiche Semplificate localizzate nei territori ammessi agli aiuti di Stato a finalità regionale, così come individuati dalla Carta italiana degli aiuti 2022–2027. In particolare, si tratta delle aree di regioni del Centro-Nord (ad esempio, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Veneto), che hanno ottenuto il riconoscimento formale di ZLS mediante apposito DPCM.
2. Le Comunicazioni
La fruizione del credito si fonda su un duplice obbligo dichiarativo. In primo luogo, è prevista una comunicazione “preventiva”, che ha la funzione di prenotazione del beneficio. Per ciascun anno agevolato è quindi necessario indicare sia le spese già sostenute a partire dal 1 gennaio, sia quelle che si prevede di sostenere entro il 31 dicembre dello stesso anno. La comunicazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica nel periodo compreso tra il 31 marzo e il 30 maggio di ciascun anno (2026, 2027 e 2028). In particolare, il modello deve essere utilizzato per comunicare:
- dal 31 marzo al 30 maggio 2026: l’ammontare delle spese ammissibili che si prevede di sostenere dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026;
- dal 31 marzo al 30 maggio 2027: l’ammontare delle spese ammissibili che si prevede di sostenere dal 1 gennaio al 31 dicembre 2027;
- dal 31 marzo al 30 maggio 2028: l’ammontare delle spese ammissibili che si prevede di sostenere dal 1 gennaio al 31 dicembre 2028.
L’omessa trasmissione della comunicazione nei sopra citati termini comporta la definitiva esclusione dall’agevolazione, anche qualora l’investimento dovesse essere conforme ai requisiti oggettivi e territoriali previsti. Successivamente alla comunicazione originaria, a pena di decadenza, è necessario inviare all’Agenzia una comunicazione integrativa entro i seguenti termini:
- dal 3 gennaio al 17 gennaio 2027, per gli investimenti 2026;
- dal 3 gennaio al 17 gennaio 2028, per gli investimenti 2027;
- dal 3 gennaio al 17 gennaio 2029, per gli investimenti 2028.
La comunicazione integrativa ha la finalità di:
- certificare l’effettiva realizzazione degli investimenti dichiarati in via preventiva;
- attestare l’ultimazione degli investimenti entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento;
- dichiarare che l’importo effettivo degli investimenti non ha superato quello già indicato nella comunicazione iniziale
3. Certificazione, utilizzo e limiti antiriciclaggio
Ai fini dell’effettiva fruizione del credito d’imposta, le spese sostenute devono essere asseverate da una certificazione rilasciata da un revisore legale o altro soggetto abilitato. La certificazione deve attestare l'effettivo sostenimento dei costi e la loro coerenza con quanto dichiarato ed è particolarmente rilevante in caso di investimenti non documentabili con fattura elettronica (come l’acquisto di immobili da privati) o per le acquisizioni in leasing, nonché per le spese fatturate in acconto.
Il credito riconosciuto può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, e solo a seguito del rilascio della ricevuta telematica che attesti l’ammissione al beneficio. L’utilizzo effettivo è inoltre condizionato dalla pubblicazione del provvedimento annuale dell’Agenzia, che dovrà stabilire la percentuale spettante in relazione alle risorse disponibili. È previsto, infine, un limite ulteriore in caso di importi superiori a 150.000 euro (anche cumulativamente): in questa ipotesi, la fruizione è subordinata all’esito positivo delle verifiche antimafia, da condurre ai sensi delle disposizioni del Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011).
Infine ricordiamo che, sul piano della cumulabilità, il credito ZES resta compatibile con altre misure di sostegno, incluse quelle regionali e la Nuova Sabatini, nel rispetto dei massimali sugli aiuti di Stato.
Tax News pubblicata il 09/02/2026 da Marco Nessi
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Anno 2024
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- n.28 - 03/12/2024 - Veicoli in uso promiscuo ai dipendenti: cosa cambia dal 1° gennaio 2025
- n.27 - 02/12/2024 - DIRIGENTI - Aziende industriali
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- n.25 - 25/11/2024 - Distacco del personale soggetto ad IVA dal 2025
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- n.23 - 15/11/2024 - Chiariti i nuovi criteri per identificare la residenza fiscale delle società
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- n.2 - 12/01/2024 - Legge di Bilancio 2024: ulteriori novità a carattere tributario per le imprese
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Anno 2023
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- n.22 - 20/10/2023 - Utilizzo dei Tax Credit energia e gas del primo e secondo trimestre 2023 entro e non oltre il 16 novembre 2023
- n.21 - 11/10/2023 - Comunicazione dei dati del titolare effettivo entro l’11 dicembre 2023
- n.20 - 06/10/2023 - Proroga al 31 ottobre 2023 del pagamento per usufruire della sanatoria delle irregolarità formali
- n.19 - 27/09/2023 - Novità in materia di smart working e altre novità fiscali di interesse per le imprese e le persone fisiche
- n.18 - 22/09/2023 - Applicazione dal 2024 del nuovo principio contabile OIC 34 sulla rilevazione e valutazione dei ricavi da vendita di beni e servizi
- n.17 - 08/09/2023 - Obbligo di indicazione del “titolare effettivo” nel modello Redditi 2023, con riferimento a taluni crediti di imposta usufruiti per i periodi di imposta 2020, 2021 e 2022
- n.15 - 25/08/2023 - Come sfruttare l’opportunità di continuare a tenere le assemblee societarie mediante mezzi di telecomunicazione anche dopo il 31 luglio 2023, mediante un’apposita modifica statutaria
- n.14 - 23/08/2023 - Entrata in vigore delle nuove disposizioni in tema di “Whistleblowing” e relativi adempimenti
- n.13 - 24/07/2023 - Assegnazione agevolata dei beni ai soci entro il 30 settembre 2023
- n.12 - 20/06/2023 - Proroga al 20 luglio 2023 della scadenza di versamento delle imposte dirette e del saldo IVA annuale
- n.11 - 04/04/2023 - Crediti d’imposta per l’acquisto di prodotti energetici – estensione al secondo trimestre 2023
- n.10 - 21/02/2023 - Comunicazione dei crediti d’imposta maturati nel 2022 per l’acquisto di prodotti energetici
- n.9 - 20/02/2023 - Come richiedere il prospetto informativo dei carichi fiscali ammessi alla “rottamazione-quater” delle cartelle/avvisi
- n.8 - 17/02/2023 - La nuova rendicontazione di sostenibilità richiesta alle imprese dalla normativa europea
- n.7 - 07/02/2023 - Chiarimenti sul trattamento IVA di una cessione a catena di beni destinati ad essere esportati fuori dal territorio dell’Unione europea (Risposta ad Interpello n. 136 del 23 gennaio 2023).
- n.6 - 02/02/2023 - Novità in tema di lavoro a favore delle imprese contenute nella Legge di Bilancio 2023
- n.5 - 01/02/2023 - Altre novità fiscali a favore delle imprese contenute nella Legge di Bilancio 2023
- n.4 - 24/01/2023 - Ulteriori novità fiscali per le imprese contenute nella Legge di Bilancio 2023
- n.3 - 19/01/2023 - Ulteriori novità fiscali per le imprese contenute nella Legge di Bilancio 2023 e nel Decreto Milleproroghe
- n.2 - 11/01/2023 - Ulteriori novità fiscali per le imprese contenute nella Legge di Bilancio 2023: la cosiddetta “tregua fiscale”
- n.1 - 03/01/2023 - Novità fiscali per le imprese contenute nella Legge di Bilancio 2023